Scoliosi ed atteggiamento scoliotico nei bambini: differenze

controllo scoliosi su bambina da ortopedico

Scoliosi e atteggiamento scoliotico nei bambini sono due condizioni spesso confuse tra loro, ma con un’origine e un decorso molto diversi. Capita di notare una spalla più alta dell’altra, un bacino leggermente ruotato o un modo di sedersi poco corretto: sono segnali che meritano attenzione, ma non indicano automaticamente una scoliosi.

La differenza tra le due condizioni riguarda la struttura della colonna vertebrale, non solo l’aspetto esteriore. Per questo la valutazione va sempre affidata a uno specialista, in grado di distinguere un semplice atteggiamento posturale da una deformità che richiede un percorso di cura.

A Monterotondo gli specialisti in Ortopedia di MediGym Lab valutano la colonna vertebrale in età evolutiva con un percorso dedicato ai più piccoli.
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Cos’è la scoliosi, in breve

La scoliosi è una deformità strutturale della colonna vertebrale. La curva si sviluppa su tre piani ed è accompagnata da una rotazione delle vertebre, che modifica anche la forma della gabbia toracica. È questa rotazione a produrre il segno clinico più riconoscibile: il gibbo, una sporgenza asimmetrica del dorso che diventa visibile quando il bambino si piega in avanti.

Nella maggior parte dei casi la scoliosi in età pediatrica non causa dolore né sintomi evidenti nella vita quotidiana. Tende però a peggiorare durante le fasi di crescita più rapida, in particolare nei mesi che precedono e accompagnano la pubertà. Una diagnosi tempestiva permette di intervenire quando la curva è ancora contenuta.

Cos’è l’atteggiamento scoliotico

L’atteggiamento scoliotico è invece una condizione posturale, non strutturale. La colonna presenta una deviazione laterale visibile, ma senza rotazione delle vertebre e senza gibbo. Le cause più comuni sono una postura scorretta mantenuta a lungo, a scuola o a casa, una lieve differenza di lunghezza tra le gambe, oppure una lassità muscolare che rende il tronco meno stabile.

A differenza della scoliosi, questa deviazione si riduce o scompare quando il bambino si piega in avanti o si sdraia a pancia in giù. È una condizione reversibile: agendo sulla causa, con esercizi mirati, correzione posturale ed eventualmente un plantare in caso di dismetria, nella maggior parte dei casi si risolve senza busti né interventi.

verifica atteggiamento scoliotico bambino

Le differenze principali nei bambini

Il criterio che distingue davvero le due condizioni è la rotazione vertebrale: presente nella scoliosi, assente nell’atteggiamento scoliotico. Da questo derivano tutte le altre differenze cliniche.
La scoliosi è una deformità strutturale e, se non seguita, tende a peggiorare nel tempo; l’atteggiamento scoliotico è invece funzionale e non evolutivo. Nella scoliosi il gibbo resta visibile durante la flessione del busto, mentre nell’atteggiamento scoliotico la colonna si raddrizza. La scoliosi richiede una diagnosi radiografica per essere confermata mentre l’atteggiamento scoliotico si riconosce già durante la visita clinica.

Come si riconosce la scoliosi nel bambino

La prima valutazione si basa sul test di Adams: il bambino si flette in avanti con le braccia rilassate e lo specialista osserva il dorso alla ricerca del gibbo, spesso misurando la rotazione del tronco con uno strumento chiamato scoliometro.

Se il sospetto di scoliosi si conferma, il passo successivo è la radiografia della colonna in posizione eretta, che permette di calcolare l’angolo di Cobb, cioè la misura in gradi della curvatura. Le linee guida internazionali considerano la scoliosi confermata quando l’angolo di Cobb supera i 10 gradi; sotto questa soglia si parla di curva non significativa o di semplice atteggiamento. Alla radiografia si affianca spesso una valutazione della maturità scheletrica, utile per stimare quanto la curva potrebbe ancora evolvere durante la crescita residua del bambino.

controllo curva scoliotica bambino

A che età e quando fare uno screening per la scoliosi

Il momento più delicato per la comparsa e la progressione della scoliosi è lo scatto di crescita puberale, indicativamente tra i 10 e i 14 anni, con una frequenza più alta nelle femmine. Un controllo è opportuno anche prima, durante le visite pediatriche di routine, e diventa prioritario se in famiglia sono già presenti casi di scoliosi.

Lo stesso principio vale anche per il piede piatto nei bambini, dove un controllo tempestivo evita preoccupazioni e trattamenti non necessari. Un controllo della colonna durante la crescita permette di intervenire quando serve, ed escludere un problema quando non c’è.

Cosa fare se emerge un’asimmetria?

Una volta che si nota l’asimmetria, il passo corretto è una visita ortopedica pediatrica. Nella maggior parte dei casi si tratta di un atteggiamento scoliotico, che risponde bene a un percorso mirato di esercizi posturali.

Se invece la diagnosi conferma una scoliosi, il percorso viene definito insieme a più figure: l’ortopedico segue l’evoluzione della curva nel tempo, mentre il fisioterapista imposta gli esercizi di riequilibrio muscolare più adatti all’età e al tipo di curva. Avere queste competenze nello stesso centro permette di seguire il bambino con continuità, senza passaggi persi tra una visita e l’altra.

Sei a Monterotondo? Se hai notato un’asimmetria nella schiena di tuo figlio, non serve aspettare il prossimo controllo di routine.
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