Si parla di epicondilite nel padel quando è presente l’infiammazione dei tendini estensori dell’avambraccio, nel punto in cui si attaccano al gomito. Colpisce chi gioca a padel per il tipo di movimento richiesto dalla racchetta e dal gioco a muro. Uno studio spagnolo su 400 giocatori di padel la colloca al terzo posto tra gli infortuni più frequenti di questo sport, dopo la distorsione di caviglia e le contratture muscolari.
Il dolore compare nella parte esterna del gomito e peggiora quando si stringe la racchetta o si esegue un rovescio. Riconoscerlo presto evita che il problema si cronicizzi e ti costringa a fermarti per mesi impedendoti di giocare a padel.
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Cos’è l’epicondilite nel padel?
L’epicondilite da padel è un’infiammazione dei tendini che collegano i muscoli dell’avambraccio alla parte esterna del gomito. Il punto preciso è l’epicondilo laterale. Il nome comune è gomito del tennista, ma oggi colpisce altrettanto chi gioca a padel e la causa è sempre il sovraccarico: movimenti ripetuti sollecitano il tendine più di quanto riesca a sopportare.
Quali sono i sintomi dell’epicondilite?
I segnali più chiari per riconoscere un’epicondilite per chi gioca a padel sono:
- Dolore al gomito durante palpazione: nelle fasi iniziali senti dolore toccando la parte esterna dell’articolazione.
- Dolore che si irradia al polso e alla mano: con il tempo il fastidio si estende lungo l’avambraccio, soprattutto muovendo le dita.
- Difficoltà nei gesti quotidiani: aprire una bottiglia, stringere una mano o girare una chiave diventano dolorosi.
- Dolore anche a riposo: lo stadio più avanzato, quando il fastidio persiste di notte, senza sforzo. Qui l’infiammazione è già avanzata.

Quale racchetta scegliere per prevenirla?
La scelta della sbagliata è una delle cause principali per chi sviluppa l’epicondilite nel padel. Un principiante può ad esempio scegliere una racchetta troppo leggera, che però assorbe meno le vibrazioni e richiede grande controllo e tecnica per essere utilizzata in sicurezza.
In generale per chi inizia il peso ideale è tra i 355 e i 370 grammi: una racchetta troppo leggera infatti assorbirebbe meno le vibrazioni, mentre una racchetta troppo pesante potrebbe portare a un’impostazione sbilanciata dei colpi, esponendo il gomito a sforzi eccessivi.
Il bilanciamento medio è da preferire a quello a diamante: richiede meno sforzo al braccio ed è più maneggevole. La gomma interna deve essere morbida, tipo EVA soft: assorbe meglio l’impatto e riduce le vibrazioni trasmesse al tendine.
Un ultimo consiglio è quello di cambiare la racchetta quando si sentono più vibrazioni. La schiuma infatti è una materia viva che con il tempo si “scarica” riducendo la capacità di assorbire colpi e vibrazioni. Una racchetta vecchia porta tutte le vibrazioni a essere scaricate direttamente sul braccio, esponendo maggiormente al rischio di epicondilite.
Come si diagnostica l’epicondilite?
La diagnosi è clinica. Il fisioterapista o il medico riconoscono l’epicondilite dal dolore alla palpazione dell’epicondilo e da alcuni test di resistenza del polso. In caso di dolore persistente, un’ecografia del gomito conferma lo stato del tendine ed esclude altre cause. Diagnosticare presto la causa reale permette di scegliere subito il trattamento giusto, invece di perdere settimane con antidolorifici che possono soltanto nascondere l’evolvere dell’infiammazione.
Quando andare dal fisioterapista per l’epicondilite?
Vai dal fisioterapista se il dolore dura più di due settimane. Vai anche se il dolore compare a riposo, o se limita i gesti della vita quotidiana. Aspettare che passi da solo è l’errore più comune: l’epicondilite trascurata si cronicizza e il recupero richiede più tempo.
Il fisioterapista valuta la tua tecnica di gioco per trovare la causa del sovraccarico, non solo il sintomo. Il percorso combina terapia manuale, per sciogliere la muscolatura contratta, ed esercizi di rinforzo progressivo dell’avambraccio. Nelle fasi più acute si aggiungono terapie fisiche come tecarterapia o onde d’urto. Con un trattamento tempestivo, tornare in campo senza dolore richiede in genere poche settimane.
Come prevenire l’epicondilite nel padel?
Ecco i principali consigli per prevenire lo svilupparsi dell’epicondilite sul campo da padel:
- Prendi qualche lezione di tecnica: un rovescio scorretto è una delle cause più comuni dell’infiammazione.
- Scalda il braccio prima di scendere in campo: bastano tra i 10 e i 15 minuti di riscaldamento e stretching per ridurre il rischio di sovraccarico.
- Rinforza i muscoli dell’avambraccio: esercizi con elastico o pesi leggeri rendono il tendine più resistente al carico delle partite.
- Non stringere troppo la racchetta: un’impugnatura troppo forte scarica la tensione su polso e gomito a ogni colpo.
Se il gomito ti fa male da più di qualche partita, non aspettare che passi da solo.
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